La nuova governance dei dati

Marco Pagani, Anna Lanza, Francesco Cartabia, Fabio Capasso, Mario Cucciarrè

Adottare l’AI in ambito legale è prima di tutto una questione di governance, metodo e competenze. Il paper raccoglie quattro contributi su come progettare sistemi AI affidabili e conformi, dalla qualità del dato alle frizioni tra le norme europee e la Legge 132/2025.

Dai big data ai good data

Il fattore abilitante non è la quantità dei dati, ma la loro qualità. Quattro condizioni:

  • sapere quali fonti si hanno e dove stanno;
  • un responsabile per ogni dataset;
  • qualità verificabile;
  • processi formalizzati di validazione e versioning.

E un errore ricorrente da evitare: partire dal dataset invece che dal problema. I progetti nati da «cosa possiamo fare con i nostri dati?» raramente producono valore.

La compliance come fattore abilitante

I legali vanno coinvolti all’inizio, non a valle. Il loro compito è tradurre le regole in requisiti di progetto: quali dati si possono usare, su quale base giuridica, con quale documentazione. Se intervengono a progetto finito, settimane di lavoro possono andare perse. La governance poi continua per tutta la vita del modello.

Fonti lecite e modelli sovrani

Il caso di un modello linguistico addestrato interamente in Italia mostra come si costruisce un’AI controllata:

  • fonti licenziate o lecitamente accessibili;
  • dati personali rimossi prima dell’addestramento;
  • nessun riuso dei dati degli utenti;
  • documentazione completa.

Il punto chiave: una volta dentro il modello, un dato non si può più togliere. La liceità va verificata prima.

Basi giuridiche per il training

Il consenso raramente funziona: è difficile da raccogliere su larga scala ed è revocabile, mentre un modello non si può «disaddestrare». Si va verso il legittimo interesse, con il test in tre passaggi indicato dall’EDPB (Opinion 28/2024): interesse legittimo, necessità, bilanciamento. Resta poco regolata la responsabilità di chi usa il modello, cioè lo studio.

Tassonomie e frizioni normative

Quattro categorie di dato con regimi diversi:

  • dati personali;
  • dati protetti da proprietà intellettuale;
  • dati riservati;
  • dati generati da macchine.

Spesso un dato rientra in più categorie insieme. A questo si aggiungono le tensioni tra GDPR, copyright, Data Act e AI Act, e i punti in cui la Legge 132/2025 si discosta dal quadro europeo.

Cosa trovate nel paper completo

  • I quattro contributi per esteso, con due casi applicativi aziendali.
  • Il test del legittimo interesse, passaggio per passaggio.
  • La mappa delle intersezioni normative e le aree di ulteriore indagine.