Il resoconto del panel moderato da Marco Pagani a Milano, il 18 giugno 2025. La domanda: chi risponde quando l’AI sbaglia, lungo una catena che va dal fornitore del modello al cliente dello studio? Le tre relatrici arrivano allo stesso punto da strade diverse: la responsabilità non è un evento residuale, ma un processo di qualità continuo.
Oltre la compliance formale (Sabrina Chibbaro)
L’AI Act fissa requisiti preventivi: gestione del rischio, qualità dei dataset, documentazione, sorveglianza umana. Non disciplina però il nesso di causalità né la colpa. Se la supervisione si riduce a un «sì/no» finale, il professionista diventa il capro espiatorio dei difetti della macchina. Serve un controllo che permetta di interrogare il modello e rigettare l’output che devia. Il disegno di legge che è diventato la Legge 132/2025 va in questa direzione: l’AI supporta l’attività intellettuale, non la sostituisce.
La responsabilità a cerchi concentrici (Anna Lanza)
Quattro anelli, ciascuno con il suo presidio:
- fornitore del modello: fonti attendibili e training documentato;
- fornitore della piattaforma: adattamento al dominio, guardrail, test ripetibili;
- studio legale: supervisione effettiva, formazione, verifica degli output, informazione al cliente;
- cliente: clausole di audit e accesso ai log.
Oggi il peso regolatorio grava soprattutto sul terzo anello. «La catena si spezza solo quando un anello finge che il rischio appartenga all’anello successivo.»
La catena della diligenza (Emanuela Semino)
Tre presidi:
- AI literacy: l’avvocato deve conoscere lo strumento che usa, soprattutto i suoi limiti;
- spiegabilità: fonti visibili accanto a ogni risposta, così la verifica è immediata;
- tracciabilità: prompt, revisioni e correzioni documentati, che diventano la prova della diligenza.
L’AI potenzia il giudizio umano, non lo rimpiazza.
Le tre coordinate comuni
- Governance basata sul rischio, con audit e registri d’uso.
- Sorveglianza umana qualificata, sostenuta da formazione continua.
- Trasparenza tecnica come collante dell’intera filiera.
Cosa trovate nel paper completo
- I tre interventi per esteso, con i riferimenti normativi: AI Act, direttiva sui prodotti difettosi 2024/2853, standard ISO/IEC 42001 e NIST.
- Il modello dei quattro cerchi, con i compiti di ciascun attore.
- Le conclusioni operative del panel.